10 buoni motivi per non sottovalutare i costi di una documentazione poco accurata

In periodi di crisi si tende a tagliare, tagliare e ancora tagliare. Risparmiare su tutto è la parola d’ordine. Spesso la prima a farne le spese è la comunicazione, considerata un valore aggiunto, non un fondamentale. Quante volte abbiamo sentito dire che la comunicazione non è produzione, ma servizio accessorio? Quindi utilissimo, ma pur sempre accessorio, tagliabile, risparmiabile.
Ci sono soglie di accuratezza che invece bisognerebbe ricordarsi di non scavalcare mai. Per accuratezza non intendo solo “scritto in italiano senza errori grammaticali”, ma qualcosina di più possibilmente: adatto allo scopo, user oriented, con il giusto livello di dettaglio, integrato nella comunicazione aziendale, nello stile e nel tono richiesti dal tipo di documento.
Se ancora pensate che fra i vostri documenti aziendali quelli tecnici possano essere ridotti all’osso e curati il minimo, unicamente perché devono esistere, allora ecco per voi 10 buoni motivi per cui invece non dovreste mai abbassare la guardia.

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Allontanarsi dalla scrivania migliora la scrittura

Quante volte abbiamo sottovalutato l’importanza del fare esperienza, esperienza fisica intendo, con i prodotti, gli oggetti e i software che descriviamo nella manualistica e nella documentazione tecnica?
Quante volte per mesi siamo rimasti alla scrivania a scrivere?
Non dovremmo mai dimenticare quanto sia importante abbandonare la scrivania e prendere contatto non solo con gli oggetti del nostro lavoro, ma anche con i loro destinatari e con l’ambiente in cui lavorano.
Non è immediato, infatti, riuscire a immedesimarsi in modo assolutamente astratto nell’ambiente reale di lavoro degli utenti.
Così come non è detto che – anche quando riusciamo a farcene un’idea attraverso interviste e questionari – la nostra idea sia propriamente corretta e realistica.
Perché un conto è parlare e un altro conto è agire, sul campo.

technical writer che fanno esperienza sul campo

Irene Mazzi, technical writer WRITEC, fa esperienza su un trattore

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L’interlocutore tecnico ideale

La professione del comunicatore tecnico non esisterebbe se non ci fossero esperti – SME (Subject Matter Expert) – che hanno della conoscenza da trasferirci. Che sia una macchina complessa, che sia un piccolo dispositivo elettronico o che sia un software multipiattaforma, una procedura aziendale… noi abbiamo sempre uno SME di fronte.

Soprattutto per noi che realizziamo documentazione tecnica in outsourcing è fondamentale la relazione che si crea con l’esperto.

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La mutazione professionale: tecnico/traduttore > redattore tecnico

Writec cerca giovani donne o uomini che vogliono cimentarsi in questa professione: comunicatore tecnico, redattore tecnico o technical writer che dir si voglia. Ma da quale bacino attingere visto che in Italia non abbiamo percorsi di formazione specifici? Continua a leggere

Quanto studia un comunicatore tecnico?

Abbiamo visto che negli Stati Uniti un redattore tecnico può guadagnare cifre di un certo interesse (sei cifre!), ma chi è questa figura poliedrica e così compentente? Quanto ha studiato per poter raggiungere quelle cifre?

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Quanto guadagna un comunicatore tecnico?

Da tempo negli Stati Uniti si dilettano a fare le classifiche dei lavori più in voga e dal 2009 il redattore tecnico o technical writer (denominazione originaria di questo mestiere) compare regolarmente in questi elenchi. Lo segnalavamo nelle news di Writec nel 2010 indicando appunto la prospettiva di crescita della professione per il prossimo decennio.

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